Alejandro Guijarro: la verità nella storia dell’arte

73813 (Assedio di Beauvais nel 1472), Alejandro Guijarro, 2016
73813 (Assedio di Beauvais nel 1472), Alejandro Guijarro, 2016

Siamo sempre stati persuasi che i capolavori della storia dell’arte fossero perfetti, intoccabili, irraggiungibili, che non potessero essere giudicarli ma solo contemplarli nella loro eterna bellezza. Non possiamo vedere quel che vi sta sotto, eliminare quella pellicola impalpabile di glorificazione. Alejandro Guijarro compie un gesto di spogliazione: utilizza l’occhio clinico-scientifico dei raggi x per mostrare cosa sono realmente i dipinti dei più grandi maestri della storia dietro quella superficie di colore, eliminarne i preconcetti e cercarne la verità (se ne esiste una).

P01637a00xf2012 (Il serpente di bronzo), Alejandro Guijarro, 2016
P01637a00xf2012 (Il serpente di bronzo), Alejandro Guijarro, 2016

Guijarro è un’artista spagnolo classe 1979, il cui lavoro indaga le relazioni spaziali nella rappresentazione fotografica. Dopo il diploma in Graphic Design alla Escuela de Arte N10 nel 2004, si è trasferito nel Regno Unito per studiare al Royal College of Art e da quel momento fa la spola tra Madrid e Londra per poter inseguire il suo sogno.

La realtà attraverso la fotografia

La sua concezione di “fotografia” è molto particolare. Realizza immagini contraddittorie e paradossali, dove i confini dell’immagine fotografica si rompono. Le immagini implicano una tensione che va avanti e indietro tra ciò che può essere visto e ciò che può essere compreso, creando un senso simultaneo di apparenza e scomparsa. Minando i nostri punti di riferimento nella percezione, mette in discussione la solidità della realtà e della verità.

21600 (San Gregorio Magno), Alejandro Guijarro, 2016
21600 (San Gregorio Magno), Alejandro Guijarro, 2016

Guijarro ha sempre avuto un fascino per la scienza e la sua ricerca del vero, del tangibile, come dimostra la sua prima grande serie fotografia Momentum:

“Partendo dalla mia serie Momentum, in cui ho visitato le principali istituzioni di fisica quantistica del mondo e fotografato le loro lavagne, ho continuato a studiare il rapporto tra arte e scienza, i paradossi e le contraddizioni che emergono quando i confini dell’immagine fotografica si rompono.”

20769 (DIscesa dalla Croce), Alejandro Guijarro, 2016
20769 (DIscesa dalla Croce), Alejandro Guijarro, 2016
Lead – Piombo

Lo step successivo è stato dunque facile: raccontare il rapporto tra arte e scienza. Lavorando in collaborazione con i dipartimenti di Collezione e Conservazione del Museo del Prado, del Louvre e della National Gallery, Guijarro, un po’ come Xavier Lucchesi e David Maisel, ha radiografato i capolavori della storia dell’arte per trovare e comprenderne l’intrinseca forma.

57954 (San Pietro liberato dal carcere), Alejandro Guijarro, 2016

Dalle opere di Van Dyck, Rubens, Delacroix, Goya, Da Vinci e Velazquez nasce la serie Lead (“piombo” in italiano), il cui nome deriva dalla presenza di questo metallo nei pigmenti utilizzati da questi grandi maestri.

“Ciò che si può vedere in parte in queste radiografie è la luce che rimbalza sui pigmenti di piombo nei dipinti;
la sua presenza trasforma le immagini riconoscibili in scene ultraterrene e, in tal modo, lo spettatore ha accesso a una realtà separata sotto la superficie della vernice.”

RX15088 (Monna Lisa), Alejandro Guijarro, 2016
RX15088 (Monna Lisa), Alejandro Guijarro, 2016
Certezze messe in discussione

Il suo lavoro di “introspezione pittorica” ricorda la ricerca condotta da Chelsea Lehmann, in cui si utilizzano potenti strumenti di imaging per scoprire la superficie del dipinto, capire quali sono state le sue trasformazioni. Guijarro aggiunge però una nota demistificante: l’artista vuole eliminare quell’alone di perfezione e misticismo che aleggia intorno ai capolavori dei grandi maestri della storia dell’arte. Sono opere date come “certe”, “conosciute”, il cui significato è ormai scontato. Ma se invece non fosse così? Se potessimo decidere noi il loro significato? Come racconta al Guardian:

“Il dipartimento di conservazione di un museo ha la capacità di rivelare la verità su questi dipinti con assoluta certezza. Lo spettatore non lo sa e non può farlo, in quanto non sa cosa vede. Io invito lo spettatore a eliminare i preconcetti su questi celebri dipinti antichi e sostituirli con i propri.”

P01692a00xf2006 (Adamo ed Eva)
P01692a00xf2006 (Adamo ed Eva), Alejandro Guijarro, 2016
Qual è la verità?

Lo spettatore si sente confuso, non ha punti di riferimento perché il dipinto che credeva di conoscere ora appare come sfigurato; letteralmente non ci sono figure. Bisogna ricostruire da capo tutta la figurazione pittorica, come se fossimo noi gli storici, gli archeologi che devono attribuire un senso al dipinto, che torna alla suo originario status di artefatto puro e semplice. Per rimarcare il concetto, l’artista nomina i suoi scatti con i codici d’archivio delle opere e non il loro nome originale.

RX15260 (Il conferimento dell'Ordine dello Spirito Santo, nella Cappella del Palazzo di Versailles)
RX15260 (Conferimento dell’Ordine dello Spirito Santo, nella Cappella del Palazzo di Versailles)
Alejandro Guijarro, 2016

Le moderne tecniche scientifiche mettono in atto un’archeologia dell’opera d’arte. Ma come per l’archeologia, ci sono delle domande alle quali facciamo fatica a rispondere: da una parte non conosciamo il vero significato dell’opera e dall’altra il suo valore reale. Le bellissime immagini di Guijarro – vibranti drammaticamente ma risolutamente avvolte nel mistero – dimostrano i limiti di ciò che possiamo vedere con i nostri occhi, non importa quanto potenti siano le lenti attraverso cui guardiamo. Non saremo mai in grado di giungere alle verità assoluta ma soltanto alla nostra verità.




FONTI:
Sito ufficiale dell’artista
www.theguardian.com
tristanhoaregallery.co.uk
www.thelearnedpig.org