David Maisel: l’ombra immortale della storia

GM3, History's Shadow, David Maisel , 2010
GM3, History’s Shadow, David Maisel, 2010

Tramite l’opera di David Maisel, l’istanza di tempo e di luogo si annullano completamente per lasciar spazio alla pura immagine. La sua analisi delle opere d’arte antiche sembra invocare i fantasmi del passato per poter affascinare l’uomo del presente e renderlo consapevole della sua precaria condizione mortale. Perché le sculture e i dipinti visti ai raggi x rivelano il trascorrere inesorabile del tempo che logora la materia. Però, mentre l’uomo si perde come polvere al vento, l’arte sopravvive nei secoli e nei millenni. Il compito della fotografia e della radiografia, in questo caso, è far in modo di bloccare questo processo inesorabile.

GM9, History's Shadow, David Maisel , 2010
GM9, History’s Shadow, David Maisel, 2010
Prima della rivelazione

David Maisel è un fotografo e videomaker newyorkese di grande fama. I suoi lavori si trovano nei musei più prestigiosi a livello internazionale, come il Metropolitan Museum of Art, il Los Angeles County Museum of Art, il Victoria & Albert Museum, il J.Paul Getty Museum e molti altri. Nel 2018 ha ricevuto l’ambitissimo premio Guggenheim Fellowship per le arti creative.

Tra i suoi principali interessi vi sono la politica, l’estetica di ambienti radicalmente alterati dall’uomo e il modo in cui percepiamo il nostro posto nel tempo, attraverso indagini su manufatti culturali sia antichi che contemporanei.

AB10, History's Shadow, David Maisel , 2010
AB10, History’s Shadow, David Maisel, 2010

Per oltre trent’anni, Maisel ha realizzato fotografie aeree di paesaggi compromessi dall’azione umana nella serie intitolata Black Maps. Rimase però sempre focalizzato su ciò che descrive come “un’indagine a lungo termine sul estetica dell’entropia, dei doppi processi della memoria e degli scavi”.

L’ombra della storia

Con la serie History’s shadow, Maisel rappresenta un’elegante continuazione dei temi già precedentemente esplorati e ormai ben consolidati, utilizzando le radiografie come materiale di partenza per indagare il labile confine tra ricerca scientifica e arte visiva.

GM16, History's shadow, David Maisel
GM16, History’s shadow, David Maisel

L’artista trovò l’ispirazione durante una collaborazione con il Getty Research Institute nel 2007, quando trovò la radiografia GM16 raffigurante la scultura di giovane uomo risalente al 300 a.C. Maisel ha ri-fotografato le radiografie di antichità scultoree provenienti dagli archivi del museo. Il titolo del progetto (“Ombra della storia” in italiano) si riferisce sia alle immagini che le radiografie restituiscono quando vengono ri-fotografate, sia al contenuto metaforico proveniente dal passato da cui derivano questi oggetti.

“Le immagini spettrali di queste radiografie sembravano superare la potenza dei manufatti artistici originali stessi. Questi rendering spettrali erano come trasmissioni di un passato lontano, che veicolano dei messaggi attraverso il tempo e collegano lo spettatore contemporaneo all’impulso artistico al centro di queste antiche opere.


Attraverso il processo radiografico, le opere d’arte antiche vengono de-famigliarizzate e decontestualizzate, ma rimanendo vive e rinnovate, rivitalizzate.


I mondi oscuri che occupano sono rappresentati dallo spazio nero che circonda le immagini, che in alcuni casi corrispondono con l’aldilà e in altri diventano il terreno vellutato di un qualche tipo di scansione/ritratto del cervello. “

David Maisel
Radiografie per analizzare il passato

La radiografia viene utilizzata da sempre per l’esame strutturale dell’arte e dei manufatti, tanto quanto i medici la utilizzano per analizzare le ossa e gli organi interni; questa rivela perdite, sostituzioni, metodi di costruzione e traumi interni che potrebbero non essere visibili ad occhio nudo. Le stampe di History’s shadow rendono visibile l’invisibile ed esprimono attraverso i mezzi fotografici la natura mutevole del tempo stesso e la presenza continua del passato contenuta in noi.

AV7, History's shadow, David Maisel, 2010
AV7, History’s shadow, David Maisel, 2010
AV!0, History's shadow, David Maisel, 2010
AV10, History’s shadow, David Maisel, 2010

La testa di un Buddha, un cavallo, un giovane guerriero, una fanciulla classica, appaiono tutti allo stesso tempo scavati e ricolmi di piccole sorprese: chiodi, perni e altri elementi metallici di supporto sono ben visibili all’interno del guscio di creta. Le sculture appaiono così vulnerabili, più fragili e dunque più realistiche.

GM12, History's Shadow, David Maisel , 2010
GM12, History’s Shadow, David Maisel, 2010
GM2, History's Shadow, 2010
GM2, History’s Shadow, David Maisel, 2010
AB7, History's Shadow, David Maisel , 2010
AB7, History’s Shadow, David Maisel, 2010
Il dipinto dell’ombra

Sempre durante l’esperienza al Getty Research Institute, Maisel ha trascorso del tempo nel laboratorio di restauro e conservazione pittorica del museo, osservando i restauratori all’opera mentre pulivano pale d’altare medievali con bastoncini di cotone inumiditi con la propria saliva. Un giorno notò la radiografia di un dipinto astratto. La grande discrepanza tra radiografie e originale, e l’energia dinamica che ribolliva in quei raggi x, hanno stimolato l’immaginazione dell’artista. Nasce così Shadow painting.

 GP1, Shadow painting, David Maisel
 GP1, Shadow painting, David Maisel

In questa serie la radiografia analizza la tela, la struttura di supporto del dipinto, il legno della pala d’altare – il materiale stesso da cui è fatta l’opera d’arte – così come le immagini evanescenti e spettrali che sembrano evocate da qualche lontano regno misterioso. Le immagini finali restituiscono gli strati di storia e di tempo di cui sono composte, dando forma ai modi in cui pittura e fotografia si intrecciano indissolubilmente.

GP9, David Maisel, Shadow painting
GP9, Shadow painting, David Maisel

Maisel porta dunque la fotografia ad un altro livello: la scultura/pittura viene radiografata per poi essere fotografata. In questo modo genera un myse en abym nel quale imedium artistici si fondono insieme, testimoniando ulteriormente la capacità evolutiva-tecnologia dell’uomo nella scienza e nell’arte. La radiografia, tecnica di imagin contemporanea, fa da “conduttore” tra gli altri due medium e permette di giungere nelle profondità del tempo e della sua materialità.

FONTI:
Sito ufficiale dell’artista
www.nga.gov
www.fractionmagazine.com
www.artsy.net