Gli scheletri di Diane Covert e gli orrori del terrorismo

I was eating pizza
I was eating pizza, The X-Ray Project, Diane Covert, 2005

Se pensiamo agli scheletri solitamente ci balzano alla mente immagini spaventose provenienti da film horror. Ebbene sempre di terrore stiamo parlando, ma purtroppo uno molto più concreto, visibile, reale: il terrorismo. Una piaga che ha segnato il XX secolo e che ha distrutto fisicamente, culturalmente ed emotivamente il XXI. Diane Covert decide di diventare amica di quegli scheletri feriti, delle vittime di questi attentati carichi di odio e ideologie malate e di rappresentarli tramite i suoi raggi x, nella speranza che prima o poi il nemico più temibile svanisca insieme ai titoli di coda.

I was riding the bus, The X-Ray project, Diane Covert
I was riding the bus, The X-Ray project, Diane Covert
“Andavo al college ai tempi, ero sul bus per il campus. Quando lui è esploso, il suo maledetto orologio nel mio collo. Alcune schegge mi hanno lacerato l’arteria carotidea, quella che porta il sangue al cervello”.
The X-Ray Project

Diane è una fotografa americana che ha fatto della lotta/denuncia artistica ai genocidi e al terrorismo il suo scopo principale. Non poteva essere diversamente vista la sua origine ebraica, molto sentita all’interno della famiglia. L’odio verso la violenza era nel sangue e così, dopo l’11 settembre 2001, evento che ha sconvolto gli Stati Uniti, e un programma radiofonico sul terrorismo suicida, ha deciso che serviva una testimonianza diretta e tangibile di ciò che significava questo termine. Così è nato The X-Ray Project.

Series of Magnification Images of Hip and Severely Broken Leg, The X-Ray Project, Diane Covert
Series of Magnification Images of Hip and Severely Broken Leg, The X-Ray Project, Diane Covert
Injuries to Hips, Knees and Legs, The X-Ray Project, Diane Covert
Injuries to Hips, Knees and Legs, The X-Ray Project, Diane Covert
Figure Studies, The X-Ray Project, Diane Covert
Figure Studies, The X-Ray Project, Diane Covert


Three Hand Injuries, The X-Ray Project, Diane Covert
Three Hand Injuries, The X-Ray Project, Diane Covert

Cos’è il terrorismo

Il terrorismo non conosce religione, razza, sesso, idea politica, eppure si lega a tutto ciò. Perché in qualsiasi comunità c’è sempre uno scontro ideologico e c’è sempre chi cova un risentimento talmente grande da sacrificare la sua stessa esistenza perché questo predomini. Un tormento così profondo da condurre non solo a cercare di disintegrare più vite possibile, ma anche la propria, in nome di una causa che non ha mai senso. La Covert ha deciso così di portare in superficie questo odio che si insinua all’interno della carne umana arrivando letteralmente all’osso.

“Quel che volevo che le persone capissero è che ci sarà sempre la guerra. L’idea che questa possa finire è una convinzione ingenua.

È una pratica molto particolare il fatto di utilizzare per questi atti dei ragazzi adolescenti o persone con ritardi cognitivi, come un ragazzo di 16 anni le cui funzioni sono le stesse di un bambino di 8, oppure individui affetti da depressione che si sarebbero suicidati comunque. Persuadono queste persone a mettersi un giubbotto con una bomba e farsi esplodere per la “Grande Gloria” di chissà chi.

La disputa accade in qualsiasi momento e in qualsiasi parte del mondo. Le persone stanno lottando e lo faranno sempre. La mia opinione purtroppo è questa.
Penso però sia una pratica abbastanza recente e che quindi possiamo fermarla se la condanniamo con una sola voce e se la condanniamo insieme.”

Diane Covert
Hex nut into Calf Bone, The X-Ray Project, Diane Covert
Hex nut into Calf Bone, The X-Ray Project, Diane Covert
Smashed Hand and Arm With Life Threatening Artery Damage, The X-Ray Project, Diane Covert
Smashed Hand and Arm With Life Threatening Artery Damage, The X-Ray Project, Diane Covert
Siamo tutti vittime

Le sue radiografie mostrano le ferite di svariate vittime di attentati provenienti da due ospedali di Gerusalemme. I soggetti appartengono a svariate etnie e religioni. All’interno dei loro corpi martoriati chiodi, dadi, bulloni. Oggetti facilmente reperibili divengono il cuore di queste bombe mortali, nascoste sotto le giacche, nei vestiti, negli zaini. Oggetti semplici, come le persone che li assemblano, ma che se innescate creano danni irreparabili a livello fisico e morale. Tutto gode di anonimato, non si conosce il nome del carnefice e quello delle vittima. Vengono elencate solo il tipo di ferite riportate, perché alla fine quel che conta sono i fatti.

X-Ray View of Multiple Hex Nuts in Pelvis, The X-Ray Project
X-Ray View of Multiple Hex Nuts in Pelvis, The X-Ray Project, Diane Covert

La scelta di utilizzare le radiografie è stata una conseguenza. Alle prime immagini fotografiche esposte che mostravano le atrocità degli attentati, il pubblico reagiva negativamente, terrorizzato da quei luoghi ed oggetti di tutti i giorni che improvvisamente assumevano un altro terribile significato. I raggi x invece non mostrano ferite, sangue, ustioni. Entrano nel profondo e analizzano oggettivamente i danni. Ma sanno anche parlare e quel che comunicano è sofferenza. E così gli scheletri arrivarono a spaventare meno della realtà.

“Sono fotografie e le considero “straight photography”, ma sono realizzate con una diversa lunghezza d’onda della luce e ci permettono di vedere dentro il terrorismo e anche all’interno della mente dei terroristi stessi.”

Diane Covert
The X-Ray Project in mostra all'Harvard Medical School
The X-Ray Project in mostra all’Harvard Medical School
Esporre l’orrore

Covert dal 2005 ha esposto The X-Ray Project in molte gallerie e atenei universitari statunitensi, tra cui Harvard, Stanford e la UC Berkeley. Per il tour sono stati costruiti degli appositi espositori cubici neri. Tutti e quattro i lati sono retroilluminati per poter rendere maggiormente visibili le radiografie esposte. La risposta del pubblico alle sue radiografie è molto varia ma in generale si riscontra una forte emozione, si ha paura ma anche compassione per chi ha dovuto subire queste atrocità. E così su quei cubi neri illuminati vediamo la sofferenza che solo l’odio umano può generare, rimanendo shockati dalla consapevolezza che siamo noi il vero mostro che non ci fa dormire la notte.

Nail in Neck, The X-Ray Project
Nail in Neck, The X-Ray Project, Diane Covert
Carotid Artery Severed by Shrapnel, The X-Ray Project
Carotid Artery Severed by Shrapnel, The X-Ray Project, Diane Covert




FONTI:
Sito ufficiale dell’artista/progetto
ukrainianjewishencounter.org
news.stanford.edu/news/2007/september12/
news.stanford.edu/news/2007/october31/
www.youtube.com