Robert Longo e i suoi “fantasmi affamati” di verità

Robert Longo, 2017
carboncino su carta montata, 304,8x205,7 cm
Untitled (Radiografia di un dipinto di Bacon, 1946), Robert Longo, 2017
carboncino su carta montata, 304,8×205,7 cm

Robert Longo è senza dubbio uno degli artisti più famosi trattati fin’ora. Artista, videomaker, musicista, Longo esplora l’arte a 360°, compresi i raggi x, che diventano per lui un modo per veicolare il messaggio artistico. La sua opera non consiste in radiografie in sé, ma in disegni a carboncino basati su radiografie di grandi capolavori della storia dell’arte. Riesce così a catturarne e fissarne i “fantasmi” che si celano dietro la tela per comprenderli e metterli in discussione.

Untitled (Radiografia di San Giovanni Battista di da Vinci, 1513), Robert Longo, 2015-2016
Untitled (Radiografia di San Giovanni Battista di da Vinci, 1513), Robert Longo, 2015-2016
carboncino su carta montata, 195,9×152,4 cm
Il legame con la storia dell’arte

Longo è nato nel 1953 a Brooklyn e la sua carriera è iniziata a metà degli anni ’70, quando da ancora studente divenne uno dei fondatori dell’Hallwalls Contemporary Art Center di Buffalo. Non è però estraneo all’arte classica, anzi. Poco prima, nel 1972, ricevette una borsa di studio per studiare restauro e storia dell’arte a Firenze, dove però scoprì che voleva creare l’arte, piuttosto che preservarla. Mentre era in Europa ha seguito un “Grand Tour” personale dei musei principali, studiando da vicino sia i maestri antichi che quelli moderni per cercare di capire il suo rapporto con la storia dell’arte. Ricerca che per l’artista rimane tutt’ora importante.

Untitled (Radiografia di Autoritratto di Van Gogh, 1946), Robert Longo, 2016
Untitled (Radiografia di Autoritratto di Van Gogh, 1889), Robert Longo, 2016
carboncino su carta montata, 203,2×175,6 cm

Il suo medium principale è rimasto il disegno, anche se negli anni ’80 e ’90 si è occupato di tante altre forme artistiche. Negli ultimi due decenni si è quindi concentrato sul carboncino, creando disegni che spesso dimostrano uno straordinario livello di virtuosismo tecnico.

Untitled (Radiografia di Camera da letto di Van Gogh, 1888), Robert Longo, 2016
Untitled (Radiografia di Camera da letto di Van Gogh, 1888), Robert Longo, 2016
carboncino su carta montata, 177,8×222,9 cm
Hungry Ghosts

Nel 2015 ha intrapreso una serie intitolata Hungry Ghosts. Si tratta di disegni a carboncino che riportano alla perfezione le radiografie di famosi dipinti. Per farlo, Longo si è avvalso dell’aiuto dei restauratori dei dipartimenti di conservazione dei principali musei internazionali, come il Louvre a Parigi, il Museum of Modern Art di New York e il Courtauld Institute of Art di Londra. In un certo senso, l’artista è come se si riavvicinasse a quel mondo a cui ha rinunciato, quello del restauro e della conservazione, per cui nutre ancora una stima incredibile. Racconta della figura del restauratore:

“Sono quasi come scienziati, ma anche dei monaci. È chiaramente una vocazione. Quello che fanno è miracoloso; stanno salvando l’arte. Ho un grande rispetto per loro. Quando ero giovane e non avevo il coraggio di ammettere che volevo essere un artista – perché tutto quello che avevo fatto era fallito – pensavo che sarei diventato uno storico dell’arte o un conservatore d’arte.”

Untitled (Radiografia della Testa di Cristo di Rembrandt,1648-1656),  2015
carboncino su carta montata, 224,2x177,8 cm
Untitled (Radiografia della Testa di Cristo di Rembrandt, 1648-1656), Robert Longo, 2015
carboncino su carta montata, 224,2×177,8 cm
Quel che i dipinti non dicono

Longo ha quindi sempre avuto un fascino per ciò che è l’arte antica, quella forma naturalistica che si è poi mutata per dar luce all’arte contemporanea. Forma d’arte che ancora adesso affascina e stupisce al primo sguardo. Longo vuole però capire cosa vi è sotto, perché a volte questi dipinti nascondono dei ripensamenti: forme del corpo, espressioni del volto, che gli artisti hanno voluto correggere. Forse perché ritenuti sproporzionati o forse perché equivoci.

Untitled (Radiografia di Venere con lo specchio di Tiziano, 1555) (dettaglio), Robert Longo, 2016-2017.
Untitled (Radiografia di Venere con lo specchio di Tiziano, 1555) (dettaglio), Robert Longo, 2016-2017.
carboncino su carta montata, 279.4 x 234.3 cm

Un esempio secondo Longo è il dipinto Betsabea al bagno di Rembrandt, che mostra la protagonista mentre legge una lettera. Nel dipinto originale si nota rassegnazione nel suo volto. Deve fare i conti con il re che vuole giacere con lei, mentre suo marito è lontano, mandato in guerra proprio dal re. Secondo Longo, nel dipinto radiografato, l’espressione sul volto di Betsabea è piuttosto diverso, come se fosse invece compiaciuta dal dover condividere il letto con il sovrano. Longo, non a caso, ha scelto di riprodurre a carboncino proprio questo dipinto.

Untitled (Radiografia di Betsebea al bagno, 1654), Robert Longo, 2015-2016
carboncino su carta montata, 177,8x177,8 cm
Untitled (Radiografia di Betsebea al bagno di Rembrandt, 1654), Robert Longo, 2015-2016
carboncino su carta montata, 177,8×177,8 cm
La ricerca dell’aura

Ma il suo interesse per i raggi x è anche legato alla ricerca dell’aura:

“Nel suo grande saggio “Art in the Age of Mechanical Reproduction“, Walter Benjamin parla della perdita dell’aura. Ma quando vedi i raggi X capisci che quella è l’aura! I raggi X mostrano ciò che è invisibile. Per il mio primo disegno ai raggi X, ho usato un dipinto molto piccolo di Rembrandt raffigurante Cristo, basato su un uomo ebreo che viveva ad Amsterdam in quel periodo. I dipinti, resi visibili grazie ai raggi X, sono piuttosto straordinari; sembrano dipinti medio-orientali, mentre il dipinto visibile appare piuttosto europeo.”

“I raggi X sono come vedere l’aura. Inoltre, vivendo in un’epoca come quella attuale in cui la religione è così importante, questa è tutta una questione di credere nell’invisibile e con i raggi X si sta effettivamente vedendo l’invisibile.”

Untitled (Radiografia della Testa di Cristo di Rembrandt, 1655ca.), 2015
carboncino su carta montata, 223,7x177,8 cm
Untitled (Radiografia della Testa di Cristo di Rembrandt, 1655ca.), Robert Longo, 2015
carboncino su carta montata, 223,7×177,8 cm
Fame di verità

Insomma, i raggi X sono per Longo un modo per poter esplorare questi “fantasmi affamati” di verità che si nascondono sotto gli strati di colore ad olio. Per farli riemergere utilizza il carboncino, che tramite le sue sfumature di grigio e nero simula il penetrare della luce nella tela del dipinto. In questo modo tornano a parlare, a testimoniare qualche intenzione che l’artista ha dovuto mettere a tacere, l’aura dell’ingegno artistico che in quei periodi andava sempre più affermandosi ma che era sopraffatta dal volere della committenza e delle regole religiose.

Untitled (Radiografia della Monna Lisa di da Vinci, 1503-1519), Robert Longo, 2015
Untitled (Radiografia della Monna Lisa di da Vinci, 1503-1519), Robert Longo, 2015
carboncino su carta montata, 222,6×152,4 cm

I dipinti sono così liberi e rivelano un’estetica differente, oscura, sintetica. Longo esprime finalmente il suo essere restauratore e artista: grazie alle radiografie, riesce a restituirci una parte della storia di quei dipinti che nessun’altro conosceva, se non l’autore stesso. Un po’ come Alejandro Guijarro (entrambi hanno scelto la Monna Lisa, come anche fece Xavier Lucchesi), ricerca la verità celata per lungo tempo. Forse finalmente conosciamo anche noi cosa passava per la mente degli artisti che hanno fatto la storia e possiamo dunque comprenderne meglio i meccanismi e le dinamiche.




FONTI:
Sito ufficiale dell’artista
www.martagnyp.com
www.studiointernational.com
hypebeast.com