SHOK-1: Arte e scienza si incontrano per strada

Dead Dogs, SHOK-1, Londra, 2016
Dead Dogs, SHOK-1, Londra, 2016

Guardando un graffito di SHOK-1 la prima cosa che si nota è lo stile. Questo street artist collima scienza e arte, sia nella sua persona che nelle sue opere uniche, trasportando la X-Ray Art in un medium totalmente differente come il graffitismo. Il risultato è sorprendente. Queste enormi radiografie prendono vita all’interno del tessuto urbano per poter comunicare con un pubblico amplissimo, e ricordare quanto l’anatomia e la scienza possano essere interessanti e stupefacenti, anche in termini estetici.

Dangerous Visions, St. Petersburg, Florida
Dangerous Visions, SHOK-1, St. Petersburg, Florida
Una personalità rinascimentale

SHOK-1 è uno street artist britannico con sede a Londra. È nell’ambiente artistico da più di 30 anni. ed è stato uno dei primi europei ad adottare la cultura di strada americana, cominciando ad utilizzare vernici spray nei primi anni ’80. Ma è anche un uomo di scienza. Dichiara di essere cresciuto con l’arte e di esserne sempre stato appassionato, ma possedeva anche un’attitudine per le scienze. Il sistema educativo lo ha incanalato verso quest’ultimo, visto che, come purtroppo in molti paesi, vi è una tendenza a scoraggiare la produzione d’arte piuttosto che invogliarla. Si è dunque laureato con lode in Chimica Applicata nel 1993, abbandonò in seguito la prospettiva di una buona carriera per seguire il suo sogno di artista.

Elvis, SHOK-1, Londra
Elvis, SHOK-1, Londra

Per decenni, questi due aspetti della sua vita sono rimasti separati, anche se si è sempre interessato agli aspetti tecnici della vernice spray. Racconta a Playboy:

“Arte e scienza hanno sempre avuto una relazione. Una bomboletta spray è intrinsecamente un oggetto scientifico. L’eleganza di una composizione perfetta potrebbe essere paragonata a quella di un’equazione perfettamente formulata.”

I See Through You, Londra
I See Through You, SHOK-1, Londra
Graffiti ai raggi X

Ci è voluto del tempo, ma alla fine da questo binomio arte-scienza è nata la sua cifra stilistica: i graffiti ai raggi X. Non pensava che un soggetto di questo genere potesse diventare così popolare, dato che è iniziato più come uno sfizio nerd molto personale. Eppure le radiografie su muro piacciono molto al pubblico e sono diventate il simbolo di SHOK-1.

Lost and Found, Londra
Lost and Found, SHOK-1, Londra

La sua tecnica è molto particolare e complessa. Ha spianato la strada verso una realizzazione a mano libera all’avanguardia, senza l’uso di nastro o stencil, per poter così creare il suo stile a raggi X. Anche disegnare le ombreggiature e l’anatomia di una radiografia è una sfida impegnativa, perciò l’artista si fa aiutare da medici, radiologi, chirurghi, per quanto riguarda la veridicità dei soggetti. Ma è importante per SHOK-1 non convergere nell’illustrazione, dunque si comporta come con un esercizio di pittura, piuttosto che perdersi troppo negli aspetti medici. Questo perché per lui è più importante veicolare un messaggio che non essere preciso a livello tecnico.

Dark Magic, SHOK-1, Parigi
Dark Magic, SHOK-1, Parigi
L’arte ai tempi della regressione sociale

Pro-scienza, l’artista mira a difendere il razionalismo in un’era in cui l’anti-intellettualismo è in aumento, gli scienziati sono messi a tacere e gli esperti denunciati a favore dell’opinione dei laici.

“Forse controintuitivamente, il mio interesse non è tanto nell’anatomia stessa, ma ciò che può esprimere in termini di idee. Mi preoccupo dell’anatomia di come le persone si comportano, cosa amano e odiano, commenti sociali, come sono le cose, come si collegano ecc. Le opere sono generalmente metaforiche; Cerco di usare l’anatomia come voce. Mi piace l’idea di una sorta di imparzialità scientifica nel modo in cui le opere considerano tali cose; c’è una nozione simile nell’arte di essere in qualche modo distaccati dal soggetto.”

Diagnosis of a Like, SHOK-1, Miami, 2016
Diagnosis of a Like, SHOK-1, Miami, 2016
X-Funk, SHOK-1; Londra, 2014
X-Funk, SHOK-1; Londra, 2014

Un aneddoto che può esplicare questa riflessione è l’elaborazione dell’opera The Consumer. L’idea consisteva nel trasformare un cranio umano nel famoso personaggio dei videogames Pac-Man. SHOK-1 voleva mettere in parallelo il comportamento delle persone con quello del personaggio, fondendo il nostro essere con ciò che amiamo e ci piace fare. In poche parole, la cultura ci modella. Per prima cosa, l’artista ha delineato la forma del personaggio. Dunque con un’immagine di riferimento di un cranio ha improvvisato direttamente sul muro. Anche se è stato un lavoro di immaginazione qualcuno gli ha inviato una chat di alcuni studenti di odontoiatria che lo criticavano, sostenendo che le radici dei denti erano troppo deboli per la quantità di cibo che Pac-Man ingurgita.

The Consumer, SHOK-1, 2014, stampa da graffito
The Consumer, SHOK-1, 2014, stampa da graffito
La parete nera

Stiamo portando avanti una continua critica sociale, contro tutto e tutti. Sui social, su internet, è guerra tra leoni da tastiera e vittime della rete. Il divario sociale-intellettuale diventa sempre più ampio, e SHOK-1 la trasporta a livello fisico. Prima di dipingere, l’artista trasformara le pareti in una sorta di perfetto vuoto nero che faccia da base. La preparazione della superficie è per lui una sorta di periodo contemplativo:

“Mi sono ritrovato a pensare sempre di più a ciò che era quello spazio nero, a ciò che rappresentava. Alla fine sono giunto alla conclusione che era lo spazio tra le persone, l’abisso che si trova tra la vera comprensione e l’armonia. Immagino che forse tutta l’arte succeda lì.”

X-Rainbow (God was Nature), SHOK-1, Brooklyn (NY), 2014
X-Rainbow (God was Nature), SHOK-1, Brooklyn (NY), 2014

SHOK-1 utilizza dunque arte e scienza per combattere la deformità sociale che si sta verificando negli ultimi anni. Stiamo perdendo piano piano sempre più i valori, i rapporti, non solo tra noi uomini, ma anche con la natura, con il mondo che ci circonda. Non ci rendiamo conto delle nostre azioni perché alienati dietro lo schermo di uno smartphone, di un PC. Mentre, se alzassimo lo sguardo in su, forse ci accorgeremmo di quei bellissimi disegni che a volte si trovano sulle pareti della nostra città e cominceremmo a pensare.

Stolen Heart, SHOK-1, Londra
Stolen Heart, SHOK-1, Londra

“Parliamo di fatto dall’uomo contro il naturale come se fossimo separati dalla natura, al di sopra di esso. Ma non lo siamo. Siamo ancora natura. I nostri corpi e le nostre azioni nel mondo ne fanno parte. Penso che almeno la cultura occidentale abbia perso molto di quella relazione; una pericolosa disarmonia.”




FONTI:
Sito ufficiale dell’artista
urban-nation.com
livefastmag.com
www.playboy.com