Steve Miller: radiografie per salvare il pianeta

Sloth Pieta, Health of the Heart, Steve Miller, 2011
Sloth Pieta, Health of the Heart, Steve Miller, 2011

Steve Miller è un artista multi-mediale nel verso senso del termine: pittore, scultore, fotografo e anche X-Ray artist. Conosciuto in ambito internazionale, i suoi lavori sono infatti derivati dal suo fascino per la scienza, la natura e il rapporto che l’uomo ha con essa, tanto da essere giudicato uno dei padri del movimento Sci-Art. Non è dunque estraneo alla tecnologia, e la utilizza per sensibilizzare la società verso varie tematiche, come quelle ambientaliste.

Orchid architecture, Health of the Heart, Steve Miller, 2008
Orchid architecture, Health of the Heart, Steve Miller, 2008
Un po’ di tutto e anche di più

Miller è nato a Buffalo, New York. Ha studiato al Middlebury College e si è trasferito a New York alla fine degli anni Settanta. Da quel momento ha cominciato a sperimentare con le più diverse forme d’arte, prima quelle canoniche, come pittura e scultura, ispirandosi alla Pop Art di Andy Wharol. Poi verso gli anni ’80 iniziò a sperimentare con nuove tecnologie, come imaging al microscopio elettronico, ecografie, elettrocardiogrammi, scansioni CAT, raggi X e risonanze magnetiche al fine di esplorare un nuovo tipo di ritrattistica. Era nata infatti in quel periodo una discussione sul fatto se la ritrattistica classica fosse morta o meno.

“Pensiamo sempre a un ritratto come a una forma di identificazione del soggetto, ma ora con la tecnologia e la medicina legale identifichiamo chiunque con la ricerca dei suoi dati, le sue scansioni, le sue cartelle cliniche e le impronte dentali. Si è invertita l’idea del ritratto dipinto. È anche interessante pensare alla credenza rinascimentale per cui se si guarda negli occhi di una persona puoi vederne l’anima; ora puoi davvero guardare dentro il suo corpo. ”

Steve Miller
Louis Vuitton red
Louis Vuitton red, Steve Miller, 2012

L’approccio esclusivo alle radiografie comincia negli anni ’90. Quando sua madre venne a mancare, l’artista decise di radiografare la sua collezione di vestiti e accessori di moda, come modo per elaborare il lutto e poterla celebrare. Non è la prima e non sarà l’ultima volta che Miller lavorerà con la moda. Infatti dalla serie postuma “Health of the Planet” trarrà una sorta di mostra spin-off tenutasi in Brasile nel 2013, “Fashion Animal“, nella quale la semplice chiarezza delle radiografie raffiguranti animali in bianco e nero è stata appesa accanto a una serie di stampe a raggi X dai colori brillanti di borse a mano, scarpe e gioielli.

HOP #689
HOP #689, Steve Miller, 2016
La salute del pianeta

Il lavoro più importante di Miller rimane però la serie pluriennale “Health of the Planet“, iniziata nel 2005 dopo aver visitato per la prima volta il Brasile e l’Amazzonia. In questo viaggio l’artista si rende conto della bellezza e dell’importanza che ricopre l’ecosistema nel nostro pianeta, ma anche di quanto l’uomo stia interferendo con essa. Decide dunque di utilizzare il suo particolare taglio artistico per sensibilizzare e analizzare la situazione ambientale. Racconta a East End Beacon:

“Se l’Amazzonia è il polmone del pianeta, darei al pianeta un controllo medico, un controllo metaforico, effettuando una radiografia dei polmoni. Mi sentivo come se avessi gli strumenti e la tecnologia per fare un’analisi ambientale della salute della Terra.”

Turtle eggs, Health of the Heart, Steve Miller, 2009
Turtle eggs, Health of the Heart, Steve Miller, 2009
Naturali complicanze

Le intenzioni erano buone, ma cominciare il lavoro non è stato facile. Ci sono voluti tre anni per far sì che una clinica in Brasile lavorasse costantemente con lui sul suo progetto, scansionando le piante e gli animali nativi dell’Amazzonia. Dopo aver scelto un luogo che avesse un porto di pescatori, una voliera, uno zoo e un acquario, capì che gli serviva anche un laboratorio che lo aiutasse con le radiografie. Anche eseguire le radiografie sugli animali non è stato semplice:

“Abbiamo alcuni raggi X di alligatori vivi, anche se in qualche modo sedati. Sono andato a cercare i bradipi e siamo riusciti a prenderne alcuni. Abbiamo fatto radiografare il pitone dal vivo, ma prima gli abbiamo dato da mangiare un topo per calmarlo.”

Running bird, Health of the Heart, Steve Miller, 2011
Running bird, Health of the Heart, Steve Miller, 2011
Ray, Health of the Heart, Steve Miller, 2011
Ray, Health of the Heart, Steve Miller, 2011
Snake, Health of the Heart, Steve Miller, 2009
Snake, Health of the Heart, Steve Miller, 2009

Il risultato però è sorprendente. Le radiografie nate da questa serie sono semplici, in bianco e nero, senza colori aggiunti in post-produzione, ma proprio per questo sono ancora più affascinati. Sia le immagini di flora che quelle di fauna incarnano una doppia natura scientifica e filosofica, come ad espletare l’intento di Miller di compiere un check-up dell’ambiente per imparare finalmente a prendercene cura e a riconoscere la precarietà di una bellezza che rischia di non esistere più.




FONTI:
Sito ufficiale dell’artista
www.eastendbeacon.com
museemagazine.com
www.artspace.com
www.youtube.com