Dietro ad un X-ray Artist. Due chiacchere con Xavier Lucchesi

Domi, Paysages intérieurs, Xavier Lucchesi
Domi, Paysages intérieurs, Xavier Lucchesi

Xavier Lucchesi è stato il primo artista analizzato in questo blog (se vi siete persi l’articolo ecco il link) e, dopo essermi documentata sulla sua carriera e sui suoi lavori, sono rimasta affascinata da come sia riuscito a rendere introspettivo un mezzo così scientifico e analitico come i raggi x. Ho avuto l’opportunità di poter richiedergli un’intervista, un occasione d’oro per me per poter confrontarmi con un artista di spicco in questo genere. In questo frangente ho potuto riscontrare non solo una persona di grande creatività e conoscenza, ma anche un uomo molto disponibile e cordiale. Xavier Lucchesi è una bomba di creatività, sempre pronto a sperimentare e allargare i propri orizzonti artistici, cogliendo ogni occasione che la vita gli propone per farne tesoro.

Io, da neofita del genere, ho voluto sapere anche aspetti più personali legati all’x-ray art e all’arte di Lucchesi, scoprendo tante informazioni interessanti e inedite. Mi perdonerete, voi signori, se vi sono degli errori, essendo questa la mia prima intervista in assoluto. In ogni caso non vi rubo altro tempo e vi lascio all’intervista.

Anonyme, Radioportrait
Anonyme, Radioportrait, Xavier Lucchesi
L’approccio ai raggi x

Radiogram: Se non erro, lei è stato un fotografo prima di diventare un X-Ray Artist. Cosa l’ha spinta a cambiare medium? è stato difficile padroneggiare questa tecnica?

Xavier Lucchesi: All’inizio lavoravo come fotografo per pubblicità e fotografia di moda. C’era però carenza di creatività. Ero troppo influenzato dalle tecniche fotografiche e dalle regole del marketing. Ho quindi deciso di fare fotografia artistica. Stavo cercando un modo diverso per creare senza dover utilizzare una fotocamera. Una notte, non so perché, sono andato in ospedale per fare la mia prima radiografia. Era totalmente diverso da quello che conoscevo e che avevo imparato. Due mesi dopo ero a Mosca per realizzare radiografie in un ospedale russo. Per i successivi tre mesi ho ottenuto una famosa borsa di studio francese per continuare il mio nuovo lavoro artistico con i raggi X a Mosca. Stranamente è semplice lavorare con le tecniche radiografiche, il processo chimico è molto simile a quello di una fotografia.

Balalaika, USSR – Historical events
Balalaika, USSR – Historical events, Xavier Lucchesi
Chaussures, USSR – Historical events
Chaussures, USSR – Historical events,
Xavier Lucchesi

Domimelo

R: Negli anni ha collaborato con molti prestigiosi musei francesi realizzando radiografie dei capolavori della storia dell’arte. Tra queste collaborazioni è nata la serie “Picasso X-Rays“. Com’è stato scoprire per la prima volta cosa si nasconde dentro a una famosa opera d’arte, guardando oltre a ciò che tutti gli altri vedono?

X.L: Per quanto riguarda la serie Picasso X-Rays, sapevo che Pablo Picasso realizzava le sue sculture inserendo all’interno degli oggetti estranei. Nessuno però sapeva cosa ci fosse dentro il gesso “Buste de femme“. Avevamo molte fotografie che ritraevano Pablo Picasso mentre lavorava su “Buste de femme” nel 1930 a Boisgeloup (il castello-atelier di Picasso n.d.r.).
È stata una grande sorpresa per tutti; anche per lo stesso figlio di Picasso, Claude Picasso, che mi ha aiutato molto per questo progetto. Alcuni curatori suppongono che Pablo Picasso abbia recuperato questa figurina, che sembrerebbe non sia stata realizzata da lui, per iniziare la scultura, cambiandone infine la forma. Ho chiamato “Domimelo” questa statuina di filo metallico nascosta all’interno della scultura e l’ho dedicata a mia figlia Melodie che si trovava nel pancione di mia moglie Dominique.

Xavier Lucchesi durante la scansione di "Buste de femme"
Xavier Lucchesi durante la scansione di “Buste de femme
Domimelo, Picasso X-Ray
Domimelo, Picasso X-Ray, Xavier Lucchesi
Gli autoritratti interni

R: Lei ha radiografato una vasta gamma di soggetti: umani, oggetti del quotidiano, veicoli, opere d’arte… Quale di questi soggetti trova più espressivo? C’è un soggetto che riesce a raccontare la sua storia meglio di altri?

X.L: Il soggetto più espressivo l’ho riscontrato quando ho deciso di lavorare sugli esseri umani. Nel 1995 era molto difficile lavorare in un ospedale di Parigi a causa del pericolo che potevano causare i raggi X. A quel tempo non potevamo radiografare gli esseri umani se non era necessario a livello medico. Allo stesso tempo, per me poter lavorare all’interno del corpo era come realizzare un autoritratto interno. Così ho scoperto la mia paura della morte e delle malattie.

Paysages intérieurs
Paysages intérieurs, Xavier Lucchesi
Paysages intérieurs

R: Nei suoi ultimi lavori si è avvicinato all’introspezione umana e ai suoi “paesaggi interni”, usando anche nuove tecniche di imaging biomedico. Cosa lega queste tecniche al concetto di paesaggio interiore all’uomo e all’artista?

X.L: Un giorno un artista coreano residente a Parigi, Chong Jae-kyoo, mi ha chiesto di far parte di un gruppo artistico che aveva appena creato, il “Groupe novembre“. Chong Jae-kyoo mi ha dato l’opportunità di scoprire l’Asia, in particolare la Corea. I creativi in Asia avevano molto entusiasmo e mi hanno fatto conoscere l’idea di “paesaggio interno”. Il “paesaggio interno” si basa su quanto siamo belli. Ogni piccola parte di te contiene una quantità così meravigliosa di gioia e felicità che puoi mostrare con tantissimi colori. Quando inizi a scoprire completamente te stesso, puoi scoprire l’esterno in modo diverso.

Agnes, Paysages intérieurs, Xavier Lucchesi
Agnes, Paysages intérieurs, Xavier Lucchesi
Paysages intérieurs, Xavier Lucchesi
Paysages intérieurs, Xavier Lucchesi
Sensazioni emotive

R: So che sta lavorando a un nuovo progetto, può dirci di cosa si tratta?

X.L: Il mio nuovo lavoro si basa su un video realizzabile facilmente tramite scansione medica, utilizzando l’endoscopia virtuale. Tutti i problemi emotivi iniziano a partire dai primi mesi di vita fino ai 5-12 anni. Gran parte dei nostri propositi di vita si basano su queste reazioni incoscienti. Questo tipo di viaggio all’interno del corpo stimola sensazioni in diverse parti: stomaco, fegato…
Ogni organo rivela una parte della nostra storia basata sulle nostre relazioni familiari. È una visione abbastanza semplice legata alle sensazioni emotive.

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Gepostet von Atelier Xavier Lucchesi am Montag, 8. Juni 2020
Senbei
Dalla pagina Facebook “Atelier Xavier Lucchesi”

Ringrazio Xavier Lucchesi per avermi dedicato il suo tempo e per aver voluto condividere i suoi pensieri. Nell’attesa di scoprire i suoi nuovi lavori, gli auguro di trovare sempre l’ispirazione e di continuare a sperimentare con questo affascinante medium quali sono i raggi x e le tecniche di imaging.



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